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TUTTI AL CASTELLO DI ALVIANO

La visita virtuale al Castello di Alviano, che si è tenuta in videoconferenza, è stata incentrata sulla sua storia, sugli affreschi contenuti al suo interno e sulle due importanti famiglie che vi hanno abitato. Durante le lezioni di Educazione Civica, le classi del terzo anno sono state “accompagnate” da una guida del territorio.

 

Storia del castello

Il castello ha una forma quadrangolare con quattro torri circolari, e si trova nel centro di Alviano. La Rocca fu costruita in considerazione della sua originaria destinazione e struttura, della quale furono impiegati le fondamenta e alcuni torrioni. Il castello fu di proprietà di Bartolomeo di Alviano per brevi periodi fino al 1543 e alla sua morte vi soggiornò la sua seconda moglie. Dopo diverse famiglie che lo abitarono, il feudo fu acquistato all’asta nel 1654  da donna Olimpia Pamphili, congiunta di Innocenzo X e considerata una delle persone più ricche ed influenti dello Stato della Chiesa, per la somma di 26500 scudi.

La famiglia Phamphili fu intestataria del castello fino al XIX secolo, quando il Comune di Alviano ne divenne proprietario.


La visita virtuale

 

Gli studenti sono stati guidati all’interno del castello partendo dalla sua scalinata, sotto lo sguardo del leone in pietra posto sulla destra e di fronte alla testa di Medusa incisa sulla torre sinistra della facciata dell’ingresso. Il leone, emblema di vigilanza, in questo caso del castello e dei suoi abitanti, è stato posto insieme alla medusa, probabilmente, per allontanare i malintenzionati. Seguendo la visita, i ragazzi sono stati portati nellampio chiostro, che svela la fine architettura di dimora gentilizia, e nelle due sale principali affrescate: la Sala dell’Unicorno e la Sala della Stella. La prima evoca il matrimonio tra Bartolomeo di Alviano e la sua prima moglie, Bartolomea Orsini, attraverso la rappresentazione dei due sposi come Unicorni. Mentre la seconda si celebra la nuova unione coniugale di Bartolomeo con la sua seconda moglie, Pantasilea Baglioni.

 

Per finire gli studenti sono stati portati nei sotterranei, sede di due musei.

“Il museo dei capitani di ventura”, dedicato a Bartolomeo di Alviano, in cui ci sono alcune imprese del celebre condottiero e dove si possono ammirare le medaglie e le monete dell’epoca.Vi è anche una pergamena, atto pubblico che testimonia il fatto che Bartolomeo di Alviano, insieme al padre Francesco e al fratello, donò alcune case ed alcuni terreni alle famiglie del territorio.

“Il museo della civiltà contadina”, dove sono conservati attrezzi ed oggetti utilizzati nella vita domestica e nel lavoro agricolo dell’epoca, come strumenti per filare la canapa, una trebbiatrice, un arricciacapelli, ed una grattugia.

Prima di finire la visita sono state fatte vedere ai ragazzi delle case di creta, risalenti all’800, vero e proprio monumento a cielo aperto, simbolo della civiltà contadina.

Tutti abbiamo deciso di andare a visitare il castello dal vivo appena si potrà uscire dal Comune, perché è stata una “gita” davvero affascinante!

 

Michele Pettinelli & Samuele Zanchi – 3 ATET

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