È la domanda che mi accompagna in quest’ultimo anno di superiori. Quinto anno, maturità alle porte, aspettative alte. Vado bene a scuola, tengo ai miei voti, ai miei obiettivi. Ma contemporaneamente lavoro, con turni, responsabilità e stanchezza vera.
La risposta é Sì, è possibile fare tutto. Ma non è semplice.
La difficoltà più evidente è la stanchezza. Studi con la testa pesante, lavori pensando all’interrogazione del giorno dopo. Dormi meno di quanto dovresti, incastri ogni ora della giornata. Non puoi rimandare, non puoi permetterti di “farlo domani”.
Eppure la vita non è solo scuola e lavoro. Ho amici. Ho un fidanzato. Faccio sport. E anche questo fa parte dell’equilibrio o almeno del tentativo di equilibrio che cerco di avere nella mia vita.
A volte mi chiedo come sia possibile tenere tutto insieme. Un pomeriggio in palestra diventa un lusso da organizzare al minuto. Un’uscita con le amiche richiede incastri precisi. Con il mio ragazzo non sempre riesco a esserci quanto vorrei, e mi pesa. Mi pesa dover dire “non posso” più spesso di quanto direi “posso”.
E lì arriva il dubbio. Sto facendo troppo?
Sto andando nella direzione giusta o mi sto solo sovraccaricando? Sto vivendo davvero questi anni o li sto attraversando di corsa?
Mi chiedo se sto crescendo più in fretta del necessario. Se sto caricandomi di responsabilità troppo presto. Se questa fatica mi porterà davvero dove voglio arrivare o se, tra qualche anno, penserò di aver corso troppo. Ci sono giorni in cui la sicurezza vacilla. Quando torno a casa esausta e mi domando se ne vale la pena. Quando vedo gli altri più leggeri, più spontanei, mi chiedo se dovrei esserlo anch’io. Se dovrei scegliere una cosa sola, alleggerirmi, respirare di più.
Eppure, insieme al dubbio, c’è anche una consapevolezza.
Che ogni parte della mia vita mi sta formando. Lo studio mi costruisce il futuro. Il lavoro mi insegna responsabilità e indipendenza. Il mio fidanzato è il sostegno nei momenti in cui vacillo. Lo sport è sfogo e salute, l’unico momento in cui spengo la testa. Gli amici mi ricordano chi sono quando sono stanca e mi tendono la mano; nei momenti in cui mi perdo, mi guidano e mi trascinano in avanti con loro e quando mi accascio si fermano ad aspettare
Non è facile mantenere tutto in equilibrio. A volte qualcosa si sbilancia. A volte mi sento in colpa perché non riesco a dare il massimo in ogni ambito. E forse è proprio questa la lezione più difficile: accettare che non si può essere perfetti ovunque. Studiare, lavorare e vivere la socialità è possibile. Richiede organizzazione, rinunce, maturità. E soprattutto la capacità di convivere con il dubbio. Non so con certezza se questa sia la strada perfetta. So solo che ogni giorno, nonostante la stanchezza e le domande, continuo ad andare avanti.
Forse crescere è proprio questo: cercare il proprio equilibrio, anche quando sembra instabile, e fidarsi del fatto che ogni sforzo stia comunque costruendo qualcosa di solido dentro di noi
Aurora Bartolini – 5BCM
