Seconda puntata (Purgatorio)

Dante Alighieri, spiaggia del Purgatorio, mattina del lunedì di Pasqua:
Caro Diario, ce l’ho fatta: sono fuori dall’inferno e Virgilio è con me. Davanti a me si erge la montagna del Purgatorio, immensa, più alta della più alta montagna umana. Vedendola da fuori mette un po’ di tristezza però ho speranza perché scorgo delle foglie di un albero che escono dalla cime. Sta arrivando dal mare una nave guidata da un angelo; a bordo ci sono delle anime che cantano lodi al Signore e fra loro mi sembra riconoscere il mio amico Casella.
Dante Alighieri, interno della montagna del Purgatorio, mattina dell’11 aprile 1300:
Caro Diario, sono nel girone degli Invidiosi: per punizione devono rimanere con gli occhi cuciti con un filo di ferro. Mettono un po’ di angoscia onestamente. Ho parlato con alcuni di loro; dicono che soffrono, però lo sopportano perché sanno che presto andranno in Paradiso.
Dante Alighieri, interno della montagna del Purgatorio,sera del 12 aprile 1300:

Caro Diario, sono quasi in cima, nel girone dei Lussuriosi. Per punizione devono passare tra fiamme purificatrici. Il calore è minore rispetto alle fiamme infernali ma è comunque insopportabile e il dolore che provano sembra disumano, però sono fiducioso che lo sopporteranno perché sopra di loro c’è finalmente il Paradiso terrestre.
Dante Alighieri, Paradiso terrestre,13 aprile 1300:
Caro Diario, sono finalmente nel Paradiso terrestre.
È semplicemente stupendo: la notte non cala mai, l’aria è la più pulita che ci possa essere e la vegetazione è molto simile a quella sulla terra. Ho conosciuto una donna, Matelda, che mi ha condotto nei due fiumi che scorrono qui: il Lèthe e l’Eunoè, i due fiumi che ti fanno dimenticare i peccati e ti fanno ricordare il bene compiuto. Ora devo procedere, ma Virgilio non potrà venire con me; mi dispiace ma non sono triste, perché mi accompagnerà la mia amata Beatrice.
Cristiano Biondini – 4AAT
