Dal banco all’azienda: gli studenti dell’ITT raccontano il loro apprendistato

L’apprendistato duale è una particolare tipologia di formazione che unisce scuola e lavoro: l’apprendista frequenta contemporaneamente un istituto scolastico o formativo, dove acquisisce competenze teoriche, e un’azienda, dove mette in pratica ciò che impara e riceve anche una retribuzione.
È un modello che si ispira al sistema tedesco e che in Italia sta crescendo sempre di più, diventando una concreta opportunità per i giovani che desiderano costruire il proprio futuro professionale partendo dall’esperienza diretta. Si tratta di un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla «formazione e occupazione» dei giovani e risulta essere l’unica tipologia contrattuale a contenuto formativo prevista dal panorama normativo. 

Il nostro istituto, l’ITT Allievi-Sangallo di Terni, è la prima scuola del nostro territorio ad offrire questa possibilità ai propri studenti in collaborazione con l’agenzia per il lavoro Umana Spa. Per garantire un percorso efficace e di eccellenza, Umana collabora con la scuola per la definizione di un calendario appositamente strutturato per dare agli studenti la possibilità di frequenza  a scuola di tutte le materie previste dal piano di studi e allo stesso tempo l’approfondimento sia teorico che pratico delle materie di indirizzo in azienda. L’apprendistato duale così strutturato prevede la presenza di ben tre tutoraggi che lo studente apprendista duale ha come punti di riferimento: il tutor scolastico, il tutor di azienda ed il tutor di agenzia.

Alcuni studenti dell’ITT hanno deciso di mettersi in gioco, conciliando per un po’ la divisa scolastica e le interrogazioni con la vita nel mondo reale delle aziende. Non si tratta del solito stage “Lo faccio perché devo”, ma di un percorso integrato in cui scuola e impresa collaborano davvero.
Attraverso l’apprendistato duale, gli studenti imparano ad adattarsi, comunicare, collaborare con adulti in un contesto professionale, gestire il tempo e affrontare problemi reali. Sono tutte competenze trasversali – come il lavoro di squadra, la proattività e la responsabilità – che spesso sui libri restano solo parole, ma che in azienda si imparano davvero.

Questo tipo di esperienza fa bene alla scuola, che diventa più concreta e vicina al mondo del lavoro; fa bene all’azienda, che accoglie giovani motivati e pieni di idee e fa bene agli studenti, che imparano a conoscersi e a capire cosa vogliono diventare. L’obiettivo finale è duplice: da un lato il conseguimento del diploma attraverso una didattica alternativa che presuppone una maggiore presenza degli studenti in azienda rispetto ai PCTO, dall’altro la possibilità di intercettare e rispondere alle esigenze e richieste del mercato del lavoro.

Le voci dei protagonisti

Abbiamo raccolto le testimonianze di due studenti dell’ITT che stanno vivendo questa esperienza, Greta e Daniele, per capire più da vicino cosa significhi davvero fare apprendistato duale. Greta, che ha cominciato il percorso lo scorso anno, è ora iscritta alla classe quinta dell’indirizzo di informatica e sta svolgendo il proprio apprendistato duale presso l’azienda ICT LABS SPA; mentre Daniele, della classe quinta di meccanica, lo sta svolgendo presso l’azienda metalmeccanica GAROFOLI SPA.

Che tipo di attività o progetti segui quotidianamente in azienda?

«In azienda collaboro con il mio tutor e con un collega su un progetto legato all’intelligenza artificiale e all’elaborazione di grandi quantità di dati.»
«Io invece utilizzo dei macchinari: mi sono stati spiegati all’inizio e ora ne sono addetto. È un lavoro tecnico, ma molto interessante.»

Come ti hanno accolto i colleghi e come ti sei adattato all’ambiente di lavoro?

«Mi sono trovata molto bene, l’ambiente è accogliente e i colleghi sono gentili e disponibili.»
«All’inizio avevo un po’ di paura, ma ora mi sento perfettamente inserito.»

La teoria che studi a scuola ti è utile nel lavoro che fai?

«Sì, ritrovo molti argomenti delle materie di indirizzo. In azienda approfondisco e scopro cose nuove, ma la base scolastica è fondamentale.»
«Non sempre: quello che faccio in azienda è diverso, ma comunque la scuola mi ha dato le basi per non essere impreparato.»

C’è qualcosa che l’azienda ti ha insegnato e che la scuola non affronta mai?

«Soprattutto il modo di rapportarsi con colleghi di età diversa: è un tipo di relazione che a scuola non si vive.»
«Il senso di responsabilità e la costanza. In azienda non puoi permetterti di essere mai superficiale.»

Perché hai scelto l’apprendistato duale invece di un percorso tradizionale?

«Sono una persona curiosa e aperta alle novità: volevo mettermi alla prova e capire come funziona davvero il mondo del lavoro.»
«All’inizio mi ha attirato la paga, ma poi ho capito che l’esperienza vale molto di più. È una grande occasione di crescita.»

Ti vedi continuare in questo campo dopo la fine dell’apprendistato?

«Sì, è un settore che mi appassiona molto.»
«Forse no, ma è stata comunque un’esperienza utilissima per capire cosa voglio davvero.»

Com’è cambiata la tua idea di lavoro da quando hai iniziato?

«Ora ho capito concretamente cosa significa lavorare, e quanto impegno serva.»
«Pensavo fosse più semplice, ma è proprio questa responsabilità che mi piace.»

È difficile conciliare scuola, lavoro e vita sociale?

«È impegnativo, ma con un po’ di organizzazione si riesce. I professori sono comprensivi e mi aiutano molto.»
«Pensavo fosse molto peggio: con un po’ di impegno riesco a gestire tutto.»

Svolgi anche mansioni in autonomia?

«Sì, mi affidano delle task che porto avanti da sola, poi mi confronto con i colleghi.»
«No, lavoro con macchinari pericolosi e devo essere sempre supervisionato.»

Rifaresti questa scelta?

«Assolutamente sì. È un’esperienza formativa e mi ha fatto capire come funziona il mondo del lavoro. L’unica difficoltà è l’orario, ma ne vale la pena.» 

«Sì, la consiglierei a tutti. Ti fa crescere e capire davvero cosa significa lavorare.»

L’apprendistato duale non è quindi una scorciatoia, ma una vera sfida. Richiede impegno, costanza e voglia di mettersi alla prova. Conciliando scuola e lavoro, gli studenti imparano non solo un mestiere, ma anche a conoscersi meglio.
Imparare “sul campo”, accanto a professionisti esperti, significa costruire passo dopo passo il proprio futuro, con un bagaglio di esperienze che nessun libro potrà mai dare.
Un percorso impegnativo, certo, ma anche ricco di soddisfazioni: la dimostrazione che il modo migliore per imparare è… fare davvero.

Aurora Bartolini 5 BCM

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