Diario personale della Divina Commedia: Puntata 1

Dante Alighieri, luogo sconosciuto, sera prima del Giovedì Santo:

Caro diario, mi sono addormentato nella mia casa e mi sono risvegliato in questa selva oscura. Fa freddo e tre animali mi hanno quasi aggredito, ma per fortuna è arrivata una figura che ha scacciato via le tre bestie, era proprio il poeta Virgilio (pensavo di essere morto a quel punto). Mi ha spiegato cos’è questo posto e perché sono qui: dovrò fare un viaggio nell’aldilà per raccontare ai viventi le conseguenze delle loro scelte in vita. 

Dante Alighieri, alla porta dell’inferno, sera prima del giovedì santo:

Caro diario, Virgilio mi ha portato davanti ad una porta gigantesca e oscura, riportava la dicitura “Per me si va nella città dolente, per me si va nell’eterno dolore, per me si va tra la perduta gente. Giustizia mosse il mio alto fattore: fecemi la divina podestate, la somma sapienza e ‘l primo amore. Dinanzi a me non fuor cose create, se non etterne, e io etterna duro. Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate.” Faceva paura, ma l’abbiamo attraversata e siamo arrivati dagli Ignavi, mi hanno fatto pena ma non ci possiamo fermare.

Dante Alighieri, mura di Dite, 8-9 aprile 1300:

Caro diario, abbiamo appena attraversato i gironi con i 7 peccati capitali, ho visto cose che i vivi miei coetanei e futuri non potranno nemmeno immaginare, ho paura ma per fortuna c’è Virgilio ad aiutarmi. Ho visto Minosse, Cerbero, tantissimi autori greci e romani, mi è dispiaciuto che stiano all’inferno avendo come unica colpa l’essere nati prima di Cristo. Ho rivisto anche una mia vecchia conoscenza: Filippo Argenti; ha provato a venirmi incontro per sfuggire agli iracondi, ma Virgilio lo ha cacciato. Infine gli iracondi hanno fatto di lui un tale scempio che per esso ancora glorifico e rendo grazie a Dio. Ora sono davanti alle mura della città di Dite, vedremo come andrà…

Dante Alighieri, dopo le Malebolge, 8-9 aprile 1300:

Caro diario, ho appena visitato le Malebolge, ho rincontrato molte figure conosciute e non in vita, papi, vescovi, addirittura il padre del mio caro amico Guido Cavalcanti, Cavalcante de’ Cavalcanti. Abbiamo appena passato il fosso dei giganti, fa un freddo incredibile, nemmeno lontanamente paragonabile al freddo portato dall’inverno umano.

To be continued…

Cristiano Biondini 4AAT

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