Fin da quando l’uomo è nato e ha iniziato a vivere la sua storia, ha dovuto fare i conti con tutto ciò che gli si è posto davanti, resistendo e superando le difficoltà.

Con il passare del tempo, l’uomo si è adattato alle varie esigenze che la società gli ha imposto: nuove forme di governo, nuove idee, nuovi pensieri filosofici. Ma tutto questo ci è sempre piaciuto? Oppure ci siamo semplicemente abituati, mettendo in atto forme di adattamento e resistenza, in attesa di qualcosa di migliore che potesse cambiare la nostra condizione?

Abbiamo dovuto affrontare forme di tirannia anche molto crudeli, ma in un modo o nell’altro siamo riusciti a ribaltare le carte in tavola.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, in Italia e in molti altri Paesi europei, nacquero, in tempi e modalità diversi, movimenti di Resistenza per contrastare un nemico comune, seppur presente in luoghi differenti: il nazifascismo.

Queste forme di governo totalitarie hanno iniziato a demolire le menti, a plagiarle, a sopprimere le capacità di ragionamento, trasformando le persone in soldati e adepti il cui unico compito era rispettare l’ideologia imposta da chi si dichiarava superiore.

Non sapevano più distinguere il vero dal falso; prendevano per buono tutto ciò che gli veniva presentato attraverso giornali, radio e cinegiornali, ignorando che ogni informazione era censurata e controllata proprio da quegli uomini che avevano promesso benessere.

A causa di questi martellanti metodi propagandistici, le persone non riuscivano più a riconoscere altre forme di pensiero: l’ideologia nazifascista diventava la verità assoluta.

Tutto questo veniva inculcato fin da bambini: nei libri scolastici non c’era spazio per alternative, esisteva solo l’ideologia del partito dominante.

Ma per fortuna, qualcosa è cambiato…

Durante la Seconda Guerra Mondiale, con la nascita del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) in Italia, si è iniziato a combattere contro chi si spacciava per “salvatore della patria” e grazie al sacrificio dei partigiani, gruppi spontanei di soldati e civili, uomini e donne, intellettuali e analfabeti, il volto del nazifascismo è stato smascherato, rivelando così la sua debolezza e incapacità di garantire una vera vita civile. Anche i Carristi d’Italia hanno dato il loro significativo contributo per cambiare il volto del nostro paese.

Per la prima volta dopo molto tempo, uomini, donne, persone provenienti da diverse classi sociali si sono unite per uno scopo comune. 

Per la prima volta dopo molto tempo, nessuno comandava: tutti erano sullo stesso piano, guidati dal desiderio di ritrovare quella libertà che era stata soppressa.

Attraverso la Resistenza, siamo riusciti a rinascere, a tornare a essere noi stessi, a pensare con la nostra testa.

Ma oggi, quello spirito dove è finito?

Accettiamo tutto senza spirito critico, ci lasciamo plagiare dai social, non riusciamo più a comprendere nemmeno noi stessi, figuriamoci la società. 

Stiamo andando avanti oppure stiamo regredendo verso nuove forme di oppressione? Solo che oggi non si presentano con armi e divise davanti alle nostre porte, ma in forma più subdola: attraverso internet, i social, questo mondo silenzioso che, in realtà, esplode nelle nostre menti e ci trasforma in piccoli robot.

Se è scritto su internet, dev’essere vero. Se lo dice l’intelligenza artificiale, allora non può sbagliare… Ma é davvero così?

A cosa ci stiamo riducendo?

Vogliamo davvero vivere, oppure ci accontentiamo di sopravvivere nelle maschere di qualcun altro?

Vogliamo emergere, o restare in silenzio e subire passivamente le atrocità che ci circondano?

Cosa vogliamo fare, esattamente, di questa vita?

Nei vari periodi storici, gli uomini avevano obiettivi, ideali per cui lottare. 

E noi? Ce li abbiamo ancora?

La domanda che mi sorge spontanea è: oggi l’uomo saprà ancora attuare una forma di resistenza, oppure preferirà restare in silenzio perché gli fa comodo?

Sapremo seguire le orme di tanti nostri fratelli che hanno combattuto, spesso dando anche la vita, per la Liberazione?

Solo il tempo ce lo dirà.

Ma il tempo sta diventando una risorsa sempre più limitata. E forse, non ce ne rimane molto.

Klevin Kasmi – 5ACEC

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