Il 7, 8 e 9 marzo abbiamo deciso di anticipare i nostri 100 giorni, che in realtà cadevano martedì 10, ma alla fine poco importava la data precisa: quello che contava davvero era viverli insieme, come una vera classe. Abbiamo scelto di andare in una casa in campagna, lontani da tutto e da tutti, ed è stata probabilmente la scelta migliore che potessimo fare. Appena arrivati ci siamo organizzati tra spesa e sistemazione, dividendoci i compiti un po’ a caso, come facciamo sempre. C’è chi cucinava, chi metteva musica, chi cercava di aiutare e chi, onestamente, girava un po’ senza fare molto… ma alla fine abbiamo fatto tutto insieme. Abbiamo cucinato, mangiato tantissimo, cantato a squarciagola le solite canzoni e ballato senza vergogna, anche male, ma ridendo come non mai. Le serate sono state il momento migliore: tra musica, chiacchiere e battute stupide, ci siamo davvero sentiti uniti.

Ovviamente non sono mancati i litigi. Siamo una classe piena di persone diverse, con caratteri forti e idee differenti, quindi era inevitabile discutere per qualcosa: dalla musica da mettere, a cosa mangiare, fino alle solite incomprensioni. Però, nonostante tutto, siamo riusciti a superare ogni momento storto e a goderci quei giorni in una specie di “sinfonia” tutta nostra, un po’ disordinata, ma vera.
Questi 100 giorni non sono stati perfetti, ma forse proprio per questo sono stati speciali. Ci hanno ricordato che, anche se non andiamo sempre d’accordo, siamo comunque una classe che sa stare insieme e divertirsi davvero. Mancano sempre meno giorni alla fine di questo percorso, e viverli così ci ha fatto capire quanto, in fondo, ci mancherà tutto questo. E quindi sì, tra caos, risate e qualche litigio, possiamo dirlo: i nostri 100 giorni li abbiamo vissuti come si deve. Insieme.
Classe 5BCM
