Il 5 Dicembre di quest’anno in libreria è arrivato “ZEROCALCARE NEL NIDO DEI SERPENTI” il nuovo libro-fumetto dell’autore Michele Rech, alias “Zerocalcare”.
Questa volta la storia è incentrata sul processo ungherese che ha visto tra gli imputati Ilaria Salis e sui rigurgiti di intolleranza con cui l’Europa non ha mai fatto pienamente i conti e che stanno riportando alla luce ideologie odiose, che sono state a lungo in declino.
Non è la prima volta che l’autore parla di temi di attualità; in altre sue opere come “KOBANE CALLING”-”NO SLEEP TILL SHEGAL” lui ha raccontato della situazione di guerra direttamente dal fronte turco-siriano con interviste a dei veri soldati ribelli.
Quest’ultima opera appena uscita è divisa in diverse parti.
Nella prima intitolata “In fondo al pozzo” Zero parla del giorno dell’onore, di come le minoranze affrontano i neonazisti, dei pensieri contrastanti su questo tema e ovviamente dell’arresto di Ilaria Salis nel 2023. La Salis, accusata di essere un’antifascista (con un collegamento non si sa perché ai casi della banda del martello, anche se erano casi di 5 anni prima) rischiava una possibile condanna a 16 anni di prigione ungherese, quando invece, come racconta l’autore che una volta è stato malmenato dai nazisti, la punizione di uno di loro beccato nel pieno dell’aggressione (gli altri erano scappati quando hanno sentito le sirene delle volanti) fu solo di sei mesi (bella differenza!).
In questa parte del libro si parla pure delle persone che fanno uso della violenza e se ne prendono la completa responsabilità, cercando di stare dalla parte giusta della storia, che nessun’altro (o almeno quelli che li giudicano comodi dai divani di casa) si sarebbe preso; costoro devono finire in fondo al pozzo ed etichettati nemici pubblici mentre quelli che ne stanno fuori li ignorano pensando che se lo sono meritato e si sentono tranquilli e pieni di certezze. Secondo voi da che parte della storia stanno?
Nella seconda parte chiamata “Questa notte non sarà breve” si racconta ad episodi la situazione di Ilaria Salis dopo il passaggio del boom mediatico sulla notizia, evidenziando il trattamento dei media e dei giornali a questa situazione e il pensiero di alcune persone che dicono che la colpa non era l’accusa di antifascismo, ma solo del fatto che aveva fatto un pestaggio.
La cosa più strana è però che pochi giorni dopo l’arresto di Salis su un sito di neonazisti è trapelata una foto segnaletica di lei con indirizzo, e-mail e numero di telefono; tutte informazioni private che dovevano essere in posseso solo alla polizia e questo ha acceso la milionesima spia rossa sul fatto che in questa vicenda non ci sono stati i criteri per un processo democratico.
Tutto questo si chiude con l’ultima tavola che mostra Zero partire per Budapest il 27 marzo, il giorno prima dell’udienza finale di Ilaria.
Nella terza parte “Una giornata a Budapest” l’autore racconta del suo soggiorno a Budapest prima del processo a Salis e di come si è svolto il processo in sé.
Nell’ultima parte intitolata come il libro “Il nido dei serpenti” Zero si concentra questa volta sul caso di Maja T. una ragazza di Jena in Germania dell’Est incarcerata con le stesse accuse della Salis, ma con l’unica differenza che lei è stata estradata in Ungheria contro la legge e di come sembri che i nazisti abbiano una rete interna con politici, trafficanti d’armi, case sicure di persone mai indagate dalla polizia anche dopo l’arresto dei colpevoli, persone che si incontreranno sempre lì a Budapest l’undici febbraio per il giorno dell’onore.
Se queste vicende intricate vi hanno incuriosito, non vi resta allora che correre in libreria ad acquistare il libro.
Buona lettura a tutti!

Lorenzo Milioni – 5BCM
