Con l’arrivo di giugno, nelle scuole italiane suona una campanella speciale: quella che segna la fine di un percorso lungo cinque anni per i maturandi. È un momento carico di emozioni, un misto di nostalgia e speranza, che lascia il segno nel cuore di chi lo vive.
In ogni liceo, istituto tecnico e professionale del Paese, le ultime lezioni si trasformano in occasioni per abbracciarsi, scambiarsi dediche sui diari, ricordare aneddoti e affrontare con il cuore un po’ stretto l’idea di lasciare per sempre le aule che, tra compiti e risate, sono diventate una seconda casa.
“Non sembra vero che sia finita”, racconta Benedetta. “Abbiamo atteso questo momento per anni, ma adesso che è arrivato, ci rendiamo conto di quanto ci mancherà tutto questo.”
Per molti, l’ultimo giorno di scuola è anche l’inizio di una nuova sfida: la Maturità. Tra simulazioni, ripassi e notti insonni, la tensione sale, ma non manca anche un senso di orgoglio. “Siamo cresciuti insieme, tra gioie e difficoltà. Ora è il momento di dimostrarlo”, dice Serena, prossima all’esame nel nostro istituto.
Oltre all’esame, però, c’è la vita. Università, lavoro, viaggi o scelte ancora da fare. È un tempo sospeso, in cui il futuro comincia a prendere forma, ma senza certezze assolute. C’è chi sogna di studiare all’estero, chi ha già un contratto in tasca e chi si prende un anno per capire cosa vuole davvero.
Intanto, le scuole si svuotano, le lavagne si cancellano e i corridoi si riempiono di ricordi. Ma una cosa è certa: per i ragazzi dell’ultimo anno, la fine della scuola non è un addio, ma un arrivederci alla vita adulta, con tutto il carico di sogni e responsabilità che essa comporta.
In bocca al lupo, maturandi. Il mondo vi aspetta.
Sara Persichetti, Benedetta Petrucci, Sara Visciola, Serena Cricchi – 5ABS
