Progetto Benessere: emozioni in cattedra all’ITT di Terni

Nell’anno scolastico 2024-2025, l’Istituto Tecnico Tecnologico di Terni ha avviato un progetto pilota innovativo: il “Laboratorio sulle emozioni”, promosso dalle docenti Sara Mazzoccanti e Martina Pellicelli, con l’obiettivo di sviluppare le competenze socio-emotive degli studenti delle classi prime. L’iniziativa, parte integrante del programma “Salute e Benessere”, ha coinvolto le classi 1AECA e 1ACM. Il percorso si è articolato in tre fasi: si è iniziato con un questionario anonimo, utile a indagare il clima emotivo delle classi. Grazie alla preziosa collaborazione con il servizio di Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza di Terni diretto dal Prof. Augusto Pardini, i  risultati sono stati condivisi con il team di specialiste – le dottoresse Alessandra Ascenzi, Silvia Pilardi e Martina Argenti –al fine di progettare degli interventi in classe. Nei successivi incontri in aula, le specialiste hanno condotto attività esperienziali, giochi di ruolo e discussioni guidate per promuovere l’assertività e migliorare la gestione dei conflitti. Il laboratorio ha sottolineato la necessità, da parte di molti studenti, di avere spazi sicuri dove potersi esprimere senza il timore del giudizio. In parallelo, il progetto si è intrecciato con l’iniziativa europea Erasmus+ SEL4@ll, che vede l’ITT di Terni come unica scuola italiana coinvolta nello sviluppo di un “serious game” sulle emozioni. La classe 1ACM ha avuto l’opportunità inoltre di testare il gioco, fornendo contributi concreti all’Università di Perugia, capofila del progetto, in collaborazione con gli atenei di Valencia e Greifswald. Alcuni studenti e docenti hanno anche partecipato al convegno conclusivo tenutosi a Perugia, condividendo la loro esperienza. Un esempio concreto di scuola che ascolta, coinvolge e innova.

Abbiamo raccolto le testimonianze di alcuni studenti protagonisti del progetto e vi proponiamo quanto emerso dalle loro interviste.

Le voci degli studenti

  1. Il questionario iniziale era anonimo per permettervi di esprimere liberamente il vostro pensiero. Quanto è stato importante per voi poter condividere le vostre riflessioni sapendo che non saresti stati giudicati?

«Pensiamo che l’anonimato del questionario sia stato fondamentale per il successo del progetto. Ci ha permesso di scrivere in modo libero e sincero. Probabilmente, se non fosse stato anonimo, per paura di essere giudicati, non avremmo scritto nulla, e i problemi della classe sarebbero rimasti nascosti e irrisolti.»

  1. Quale aspetto del “Laboratorio sulle emozioni” avete trovato più interessante e perché?

«È stato interessante vedere la classe da un punto di vista diverso. Durante quegli incontri abbiamo parlato tra di noi e imparato un nuovo modo di comunicare, cosa che altrimenti non avremmo mai fatto. Siamo riusciti a superare molte delle nostre divergenze confrontandoci in maniera più matura. È stato significativo vedere i nostri compagni aprirsi e parlare di sé e delle proprie emozioni, cose che senza questo progetto non avremmo mai conosciuto. Purtroppo, però, alcuni hanno preso l’attività con superficialità.»

  1. Durante gli incontri con le psicologhe avete svolto attività di gruppo. Ce n’è una che vi ha colpito particolarmente o che vi ha insegnato qualcosa di nuovo?

«L’attività che ci ha colpito di più è stata quella legata alle emozioni: c’erano delle parole disposte in un cerchio, ognuno doveva sceglierne due o tre e spiegare che emozioni suscitavano e come venivano gestite. Ci è piaciuta molto perché ci ha permesso di condividere emozioni e stati d’animo. Alla fine abbiamo scritto una riflessione comune e ci siamo resi conto che molti di noi gestivano le emozioni in modo simile. Questo ci ha fatto sentire più compresi e uniti, anche con persone con cui di solito non andiamo d’accordo. Inoltre, ci ha aiutati a capire meglio noi stessi e il perché di certi comportamenti o conflitti.»

  1. Avete parlato di comunicazione passiva, aggressiva e assertiva. Questa conoscenza vi è stata utile nei rapporti con i compagni?

«Sì, è stata molto utile. Tutti sapevamo dell’esistenza di diversi stili comunicativi, ma non li sapevamo identificare. Molti di noi si sono riconosciuti in comunicazioni aggressive o passive, pochi in quelle assertive. Abbiamo riflettuto sull’importanza della comunicazione assertiva, che non ferisce l’altro. Per un po’ la situazione in classe è migliorata, ma avremmo voluto che ci fossero stati più incontri per rendere gli effetti duraturi e non ricadere nelle vecchie dinamiche»

  1. Avete notato cambiamenti nel modo di affrontare i disaccordi in classe?

«All’inizio sì: riuscivamo a parlarne meglio, dopo ogni incontro la classe era più tranquilla e unita, ma con il tempo alcuni conflitti si sono riproposti. Se gli incontri potessero continuare potrebbero avere un impatto più duraturo sul clima di classe.»

  1. Dopo queste esperienze, quali suggerimenti dareste alla scuola per migliorare il benessere emotivo degli studenti?

«Pensiamo che la scuola dovrebbe supportare maggiormente gli studenti sul piano emotivo, cercando di capirli e di non metterli troppo sotto pressione. Vorremmo che progetti come questo continuassero, perché a lungo termine potrebbero avere un impatto molto positivo soprattutto nelle classi più problematiche.»

Abbiamo inoltre fatto una domanda agli studenti che hanno testato il “Serious Game” del progetto SEL4@ll.

Cosa ne pensi di questo strumento? In che modo può aiutare i ragazzi a sviluppare competenze socio-emotive?

«Il gioco era molto interessante, anche se presentava ancora qualche bug, cosa normale in una fase di sviluppo. Pensiamo che sia uno strumento molto efficace per imparare a riconoscere le proprie emozioni e a comprendersi meglio, grazie a sfide divertenti ma ricche di spunti di riflessione. Dovrebbero provarlo tutti, soprattutto i più giovani, che spesso faticano a esprimersi, a capirsi e a farsi capire.»

Infine ci siamo rivolti a chi ha partecipato al convegno di Perugia.

Che esperienza è stata poter condividere le vostre riflessioni in un contesto universitario? Cosa ti ha colpito di più?

«È stata un’esperienza molto positiva. All’inizio eravamo spaventati: l’ambiente universitario ci faceva sentire piccoli e spaesati. Ma poi si è rivelata un’opportunità interessante, ci siamo sentiti partecipi del progetto. Condividere le nostre riflessioni ci ha fatto crescere. Vedere da vicino il mondo universitario e la sua serietà ci ha colpiti e arricchiti.»

Aurora Bartolini, Sara Casadidio – 4BCM

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