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What’s your age? Adolescenti, genitori di se stessi.

Vi capita mai di guardarvi attorno, osservare gli adolescenti che vi circondano e notare qualcosa di strano? Magari nei loro comportamenti, nel loro carattere e nei modi di fare? Adolescenti che a tale termine son associabili solo per l’età scritta nella loro carta d’identità.

Possiamo con certezza dire che, in qualche modo, ci sia stato un punto esatto nella vita di ognuno di noi, in cui le nostre età sono state orribilmente alterate, in modo praticamente indelebile.

Quante persone conosciamo? Quante di loro dimostrano effettivamente la propria età? Quanti adolescenti possono permettersi di essere tali?

Siamo circondati da centinaia di ragazzi che, a causa delle proprie situazioni famigliari più grandi di loro, si sono ritrovati a dover prendere le redini dei propri fratelli minori, e di se stessi, a far da genitori al posto di chi avrebbe dovuto esserlo, come si può lasciare che siano abbandonati ai loro problemi? A risolvere tutto ciò che è stato causato da adulti che non son riusciti a dimostrarsi tali?

Si pensa davvero che un ragazzo, giovanissimo, 13 o magari 14 anni, possa rimanere lo stesso di una volta dopo aver visto ciò che lo aspetta all’esterno? Tutti i giudizi che la società ha sull’aspetto fisico, sulla cosiddetta “bellezza”, quanto a nessuno importi dei problemi altrui, in fondo l’importante è che si vada bene a scuola, no? Ma se vai bene, non hai problemi, quindi non ti notano comunque, perché tanto “è maturo per la sua età, se la cava da solo”.

Anche se fosse? Anche se ce la cavassimo da soli, cosa vi dice che non stiamo male? Il fatto che siamo più piccoli di voi ci rende immuni dall’avere problemi?

A quanto pare è così, gli adulti ne son convinti, quindi si viene abbandonati a se stessi, costretti a maturare, imparare a tenersi tutto dentro, perché il voto che prenderemo domani è più importante del cibo che non abbiamo mangiato a cena, dell’insulto orrendo che abbiamo ricevuto a scuola, della gamba a cui ci siamo fatti male dando del nostro meglio in un allenamento.

Gli adolescenti hanno tutto il diritto di vivere, senza sentirsi male quando si guardano allo specchio, senza esser considerati come il voto che hanno preso a scuola, senza doversi comportare da adulti per arrivare al raggiungimento dei loro obbiettivi, o meglio, degli obbiettivi che gli adulti hanno prefissato per loro. Nessuno vi dà il diritto di scegliere chi siamo e chi saremo, di giudicare i nostri errori, perché senza quelli non impareremo mai a vivere! Quindi cari adulti, cominciate a prendervi le vostre responsabilità, e lasciate ai bambini fare i bambini e agli adolescenti fare gli adolescenti, perché l’importante è che una persona stia bene con se stessa quando va a dormire, non che la sua media sia un 8 e non un 6.

Di: Anna Tagliaferri 3BIA – A.S. 2023/2024

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