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COME DIVENTARE GRANDI NONOSTANTE LA SCUOLA

“Lasciate ogni speranza, voi ch’intrate” – “C’ha detto questo, professore’?”

Era l’inizio del XIV secolo quando il buon Dante Alighieri si mise a comporre uno dei capolavori più acclamati dalla letteratura italiana: la Divina Commedia… che poi forse tanto “divina” non è, dal momento in cui non esiste studente che l’abbia studiata con piacere, secondo me… Ma il punto è: dove si studia questo testo di circa 800 pagine? Ovvio, a scuola. Duro scoglio adolescenziale che accomuna tutti noi, dalle elementari fino alle superiori… e diamine dai, tredici anni di scuola sono davvero tanti! Ma a voi, che oggi leggete l’articolo zero di ITTAGRAM, abbiamo deciso di raccontare la storia di un ragazzo che magari vi farà ricredere un po’. Su cosa? Sulla scuola, ovvio!

È giovedì 29 agosto 1996, e mentre nell’aeroporto di Linate a Milano vengono disperse 500 valige, alle 12 in punto, a Terni, nasce il tizio che ora sta scrivendo questo articolo per voi. Il suo nome? “Uno, nessuno, centomila”… dai scherzo, forse ve lo dirò… magari alla fine, o forse no.

Ad ogni modo, parlavamo della scuola giusto?

Fin da bambini ci sentiamo ripetere la stessa eterna domanda: “Cosa vuoi fare da grande?”… e noi restiamo lì, a rispondere con la rabbia fra i denti, con la voglia di essere già grandi, ma con la paura di non poter essere abbastanza per il nostro futuro. Non parlerò quindi delle elementari o delle medie, ma proprio delle superiori, i sette anni più belli della mia vita.

Ho detto sette? Ops… mi è scappato, scusate, ma tanto si dice che l’onestà ripaga sempre, giusto?! Ad ogni modo, la peculiarità del mio percorso formativo sta nel fatto che nasce altrove, presso il Liceo Scientifico, una scuola ricca di insegnamenti, senza ombra di dubbio, prettamente teorici e, senza nulla togliere alle competenze di tale istituzione, vi farò ridere non appena vi dirò che… dopo cinque lunghi anni trascorsi là dentro, ad un passo dal diploma liceale, mi scoprii animo tecnico, e decisi così di fare il grande salto all’Istituto Tecnico Tecnologico di Terni, il fantastico ITT!

Varcai “la soglia d’uno di quegli usci” dell’ITT, per la prima volta il 12 settembre 2015. “First reaction: Shock!” credo che espressione migliore non esista per descrivere quel momento: la paura e lo smarrimento che accompagnavamo saldamente la voglia di ricominciare! Docenti e studenti mi accolsero come fossi stato in quella scuola da sempre, facendomi sentire parte di un gruppo più che di una classe. Trovare docenti disponibili, premurosi e accoglienti non è sempre facile, anzi, spesso impossibile…mentre l’ITT ne vanta molti!!! Durante quell’anno scolastico partecipai a svariate attività, e mi resi conto di quanto questa scuola fosse operosa e operativa: corsi di teatro Erasmus e certificazioni di lingua inglese, progetti e lavori degli studenti presentati in ogni bando possibile sul suolo terrestre, addirittura al Maker Faire di Roma, l’edizione europea della Fiera internazionale dell’innovazione e dell’Elettronica! Oggi all’ITT si svolgono progetti come corsi di robotica e automazione, dove è possibile prendere persino il patentino di robotica! E poi, devo dirvelo… il robot NAO è davvero forte, e l’ITT ce l’ha!

Altro progetto mozzafiato è l’IMUN PROJECT (informatevi su Google, se magari siete amanti dell’inglese come me). Anyway, I mean… cavolo, scusate mi era partito il British, dicevo: la scuola non è altro che l’insieme di noi studenti, siamo noi, con le nostre idee e con il nostro essere, che diamo vita all’istituzione chiamata “scuola”. Senza gli studenti che la frequentano, forse, non esisterebbe nemmeno questa parola… e dire “io odio la scuola” è un po’ come dire “io odio me stesso”, perché, in fondo, se oggi sono qui a scrivere questo articolo, è proprio perché anch’io, come voi, ho transitato per i corridoi e le aule del nostro Istituto ITT.

A questo, che già compone almeno il 60% di una buona scuola, aggiungiamo il pezzo forte: il PCTO, percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, brutte parole eh, lo so, io preferisco alternanza scuola-lavoro, così magari ci capiamo meglio… Una serie di ore spese presso un’azienda scelta tra tante sul territorio provinciale, con lo scopo di assaggiare il campo lavorativo. Ed è proprio grazie a queste ore spese, un anno in Alcantara ed uno in Eurocontrols presso Nera Montoro che, dopo soli sei mesi, mi sono ritrovato a lavorare per la Nine S.r.l., una azienda del territorio ternano che si occupa della vendita di prodotti e sistemi per l’automazione ed il controllo dei processi industriali. E sapete chi devo ringraziare? Attenzione eh… sto per dirlo… l’Istituto Tecnico Tecnologico “Allievi-Sangallo” di Terni!

A questo punto, caro lettore, non importa chi tu sia o quanti anni tu abbia, ma ciò che posso dirti con i miei 24 anni di esperienza, è quanto sia essenziale vivere la propria adolescenza in una scuola che sappia investire sul tuo futuro, perché ciò che uccide il tuo futuro è la paura… e ci ho messo un po’, ma alla fine ho capito quanto tutto questo mi abbia reso la persona che sono oggi. E se la vostra domanda fosse: qualche rimpianto? La mia risposta sarebbe: “Neanche uno. La vita è bella perché è variegata e piena di up & down, per cui tanto vale un’avventura in più! E quante avventure mi sarei perso se non fossi mai entrato all’ITT!”

A tale proposito ringrazio sentitamente i docenti tutti con l’augurio che anche voi, cari ragazzi, possiate vivere i cinque migliori anni della vostra vita lì dentro… d’altronde “Alle volte uno si sente incompleto ed è soltanto giovane!” (…e se lo dice Italo Calvino, dobbiamo crederci!).

Ringrazio voi lettori per la vostra attenzione e… da Daniele Darida è tutto.

Accidenti! Alla fine vi ho detto il mio nome… Va bene dai, uno a uno e palla al centro!

Di: Daniele Darida – Ex alunno

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